Collage, 40×40 cm
1971
Piero Risari (Brescia 1926-1986) iniziò nel 1970 le sue prime ricerche cinetico-strutturali e da lì in poi sviluppò problemi autonomi di percezione ottica cromodinamica.
Frequentò in quegli anni la galleria Sincron di Brescia, Ti.zero di Torino, il gruppo Verifica di Mestre e Arte Struktura di Milano.
“Il mondo dell’immaginazione non dimostra nessun ordine esattamente verificabile.
In questo mondo ognuno opera per se stesso, tentando di mettere ordine alle proprie sensazioni; ed anche ciò che non lo è viene comunicato come un’idea, come un’ invenzione.
Ognuno crea quindi un suo proprio ordine e tenta di imporlo.
Il mondo della leggi naturali dimostra invece un ordine esattamente verificabile a tutti. Questo ordine non creato da noi è una riscoperta continua ed è l’unico che permette al tutto l’accettazione od il rifiuto dell’operare del singolo.
Non solo l’esplorazione di questo mondo è attraente, ma è continuamente piena di sorprese. Permette di stabilire un rapporto esatto tra le cose senza divenire mai un dogma.
A distanza di millenni il quadrato, il cerchio, il triangolo, i colori della luce sono mezzi di comunicazione visiva inesauriti ed inesauribili.
Ecco perchè il mio orientamento non è verso un’arte statica e autoritaria ma è aperto a un ordine mobile e naturale.”


