Orario: Sabato e Domenica 15:00-18:00

Genesi

Tempera Acrilica, 104×117 cm
2022
Giangi Pezzotti classe 1963, è nato a Crema e ha frequentato Carrara di Bergamo e Brera di Milano.
Pezzotti ha iniziato a interessarsi al disegno all’età di 6 anni: già sapeva di voler fare il pittore e da allora non ha mai smesso. Questa passione è cresciuta in totale sintonia con la musica, che ha iniziato a praticare alla stessa età, tanto che alla fine i due sogni si sono sposati. Tutt’oggi la musica è il ‘fondale sonoro’ delle sue creazioni e quando è possibile la propone anche nelle esposizioni, in una sorta di sodalizio tra l’ascolto visivo e quello uditivo.
“La tecnica figurativa è la mia guida, lo strumento che mi è necessario per veicolare significati e suggestioni che sono nell’aria, nel flusso della storia, appartengono a tutti.
Mi sento privilegiato perché sono in grado di utilizzare un linguaggio che mi consente di dare forma e colore a contenuti che si generano nel pensiero, nella parola, nella tradizione e nel soprannaturale.
Dico sempre che di fronte a una mia opera non serve il libretto di istruzioni e le spiegazioni potrebbero essere superflue. Del resto l’intuizione prescinde dal contesto logico-verbale non si può descrivere; il dialogo con l’opera è interiore, intimo come il dipingere stesso. Chiedo ascolto, propongo semmai di abbandonarsi ai suggerimenti della percezione. Esiste un fenomeno chiamato ‘gratificazione della retina’, concetto che ha generato la frase l’occhio vuole la sua parte; ecco, potrebbe anche bastare questo appagamento sensoriale a giustificare la contemplazione di un quadro, a legittimare l’esistenza di un’opera d’arte.
Per me si tratta di un’esplorazione esistenziale, che è un ‘andare oltre’; oltre le certezze condivise, oltre la materia, al di là della dimensione in cui viviamo. Come ho già accennato è un’esperienza che presume abbandono, ascolto…occorre deporre la ragione e consegnarsi ad altri piani di esperienza, per i quali siamo predisposti anche se non lo sappiamo ancora.
Io lo faccio quando dipingo e quando suono; riconoscere la vastità del mistero è il primo passo.”

GIANGI PEZZOTTI



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