Foglia oro, tecnica mista, 49x27cm
2020
Mauro Manetti nasce a San Miniato (Pisa) e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Mauro Manetti si muove alla ricerca del “tesoro nascosto” della conoscenza di Dio attingendo, da un punto di vista formale, ai modelli della scultura romantica, dell’arte bizantina e dell’icona, della pittura due-trecentesca, dei primitivi, di Masolino e Masaccio, del Beato Angelico e Piero della Francesca suggerendoci che è possibile, attraverso le cose umane conoscere qualcosa del mistero di Dio con la gioia della scoperta e che per partecipare alla sua sapienza occorre compiacersi di ammirare e contemplare il cielo e le stelle, la gloria del sole e della luce, oltrepassando noi stessi ed aprendoci alla vita, la vera vita.
Un articolato apparato visivo che fluttua tra le solide volumetrie di attonite e ieratiche
Madonne, che rievocano la spiritualità “incarnazionale” tipica dell’ultimo Medioevo, ed il “vis-à-vis” col Crocifisso, il volto e le braccia del Cristo, dipinti o plasmati con puntigliosa espressiva essenzialità; gli scuarci ceramici color lapislazzulo, trapunti di luce, che alludono al manto della Vergine e al cielo stellato, e le eleganti profilature in oro di foglie di ulivo o altre simboliche apparizioni, specie di ostie luminose, dall’intensa carica mistica, che sembrano voler completare l’infinita gamma cromatica del cosmo facendo convivere unità e varietà in un “plenum” che altro non è se non la manifestazione del “principio di pienezza”
(Cfr. Bertrand Russel, La filosofia di Leibniz, 1972).
Testo di Luigi Meucci Carlevaro.


