Orario: Sabato e Domenica 15:00-18:00

Dalla serie “Paesaggi con figure assenti”

Tecnica mista, 49x69cm
2001/2016

Giorgio Bertelli nasce nel 1957 a Brescia ed inizia ad esporre nel 1980.
Dedicandosi esclusivamente alla grafica, ha sviluppato in seguito un’attività costante e coerente, incentrata su temi di forte impegno etico e caratterizzata dalla ricerca di un estremo rigore formale.
La sottrazione della presenza umana da senso al paesaggio, lo restituisce allo sguardo che contempla, senza interferenze, senza quell’allusività che può essere suggestiva, ma falsa.
La riflessione sulla solitudine dell’immagine si radicalizza qui nella ricerca di una verità
silenziosa, non appariscente, ma interna alle cose, al loro uso al modo in cui esistono e
resistono in noi.
Questi luoghi, questi paesi, questi fiumi emergono dalla carta e ruotano nello sguardo.
Ripresi da vecchi atlanti, mischiati alla memoria e al desiderio, mostrano l’ossatura della nostra vertigine, provano a scandagliare l’enigma dello spazio e del segno, il mistero del cerchio e dell’aria, la traccia di fuoco.
Sappiamo che dall’alto l’acqua è verde-ombra o blu cobalto, che gli scogli si increspano poco meno dei monti sfumando dal bruno-ruggine e che le zolle sono ocra con venature di erba.
Bertelli contrae i colori nel bianco, nel grigio e nel nero lavorando per sottrazione e per addensamento di materia, conciliando esattezza e distanza, osservazione e visione.
Il nero, mare, fiume o lago, solca una terra rada o appena scalfita, lambisce le valli o si raccoglie in conche.
In questi mondi senza rumori compimento e inizio coincidono, tutto appare come se fosse
l’ultima o la prima volta e la rivelazione non fosse che una forma dell’abbandono.

Estratto del testo di Antonella Anedda.