Orario: Sabato e Domenica 15:00-18:00

Fiori

Olio su juta, 65x50cm
1970
Parliamo del colore di Martino Dolci, quel che ha fatto dire all’avvocato Gaudio, ed era totalmente sincero, che solo il Romanino, brescianamente parlando gli sta alla pari.
Non si chiedano a Martino composizioni accurate, le mele, le pere e il resto le dispone ad arazzo, perchè accatastarle non è facile; le distanze si intuiscono più che vederle, il piccolo e il grande è relativo, qualche volta un muro va a sghimbescio, o il primo piano si stende come gli pare e piace.
Se guardi il colore invece è di una giustezza infallibile.
Rapporti esatti, anche gli accostamenti più azzardati, perchè Dolci non indulge quasi mai alla pittura tonale, seppure gli riescano grigi straordinariamente delicati, è una stesura sovente a macchie sovrapposte e quando impasta il risultato è caldo, la dominante si fa largo con la forza, sopporta lo squillo dei colori puri, il rosso, il giallo, l’azzurro; e la luce che ne deriva non è essenza di chiarità leggere, ma accensione delle cose, una finestra che dà lume alla stalla e gli rispondono il filo d’oro della paglia, il manto del cavallo, le marezzature dell’anitra, la vivezza di un uccellino pettegolo.
Martino Dolci nasce a Brescia 1912 -1994

Testo tratto da uno scritto di Luciano Spiazzi del 1973.
Opera donata all Coartco dal collezionista Luciano Bassi nel 2024

MARTINO DOLCI



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