Orario: Sabato e Domenica 15:00-18:00

Luce da Oriente

Acrilico, 120×80 cm
2012
Nei dipinti di Giulio Mottinelli, nato a Garda in Alta Val Camonica nel 1943, è consigliato sognare, è permesso sognare, vien facile sognare.
I sogni solitamente si distinguono dagli incubi perchè sono carichi di luce.
E Mottinelli di luce sembra essere esperto: è come se nel dipingere fosse assistito da una bizzarra lucciola, che forse è quella della sua coscienza poetica.
Hanno queste sue opere un curioso sottofondo musicale, quello che ricorda le note apparentemente dissonanti di Arnold Schönberg in Verklärte Nacht, la notte trasfigurata con la quale il sottile musicista viennese chiudeva il diciannovesimo secolo.
Talvolta l’occhio d’un rapace notturno bonario indaga la scena, talvolta la scena è bonaria ma forse rapace.
E l’osservatore viene attratto, poi tirato in una dimensione che è quella d’una natura ben più psichica che concreta, laddove l’illuminazione sembra quella d’uno sciamano inatteso, visto che la fata probabilmente è già volata oltre.
Intanto l’osservatore inizia a planare nello spazio, ne percepisce le pulsioni, ne intuisce le realtà parallele.
Una brezza sottile concorre a disorientarlo.
Sulla retina gli rimangono le ombre cinesi delle silhouettes ardoree dietro alle quali esplodono incendi luminosi.
E lui entra, silenzioso e sospeso, in una dimensione ovattata che lenisce le ansie.
E’ quì che si cela il segreto della fiaba.
I pittori talvolta della fiaba sono i distillatori, quando la quintessenza evapora e si ricondensa in gocce.

Philippe Daverio

GIULIO MOTTINELLI



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