Paraffina, 70×80 cm
2001
Gian Franco Milanesi nasce a Offanengo (CR ) nel 1952, ma bresciano d’adozione, muore nel 2016. Una vita interamente dedicata all’arte e che fin dagli esordi, negli anni 80, si concretizza come indagine sui materiali che portano con sé estetiche e linguaggi differenti , dalla pittura alla scultura, dal disegno alla fotografia, dal video all’installazione. Gian Franco assembla lamiere arrugginite e tavole corrose con impasti di colore, dichiarando la fine dell’industria pesante che lasciava sul territorio resti di materie. Con lo sguardo curioso e vagante attento nel ricercare e ricostruire piccole cronache del vissuto quotidiano, si è soffermato sui gesti, sugli atti inconsci che marcano un’ordinaria comunicazione. L’approccio è sempre quello di una scarna esposizione dei fatti, quasi in contrapposizione di un’idea di storia che richiede un’indagine critica e visione d’insieme. L’artista racconta e rappresenta un evento come se fosse un fatto di cronaca, una sola immagine dal materiale freddo e caldo che si svela semplicemente per quello che è. Incontri, gesto e insulti sono rappresentati in una serie di nuovi lavori che colgono nella quotidianità ordinaria o atipica i segni di un linguaggio comune e istintivo. In questo caso viene rappresentata una fabbrica dismessa, come segno di degrado industriale dove l’uomo naviga nella totale mancanza di certezze per il futuro. “…disegno con la cera, con un segno sintetico, racconto storie, osservo i dettagli delle persone, le scarpe, i vestiti e i volti e mi piace immaginare la loro vita e la loro realtà.”


