Puntasecca, 18x24cm
2011
Giusi Lazzari nasce a Motta Baluffi (CR) nel 1940; vive e lavora a Brescia. Accanto all’attività artistica svolge quella di stampatore e insegnante di tecniche grafiche. Ha rivisitato la figurazione in una chiave sempre più orientata ad un’espressione libera di segno materico. Dal racconto visivo della natura è sconfinata verso una progressiva dissoluzione della forma in una dimensione evocativa, emozionata. “In Giusi Lazzari, l’apprensione ecologica risponde a un più universale sentimento di protezione della fragilità dell’esistenza. La materia, umida, greve, naturalistica è sorda e affaticata, ferita e lacerata da puntasecca, pirografo, pastello, eppure è capace di palpitare e rigenerarsi “nell’oscuro chiarore” di un oltre. Segni neri ansanti o addensamenti di macchie cupe come cappe temporalesche vanno alla ricerca di gesti perentori e assoluti, sferzate e sfoghi che aprano varchi alla conoscenza anche del dolore del mondo, soffocante come un groppo in gola. Siamo presi per fascinazione sgomenta di uno spazio e un tempo insieme familiari e remoti, dove le forme che sanno di fogliame, terra umida, sabbia si cancellano l’una sulla altra e si internano nell’ardore fioco ma tenace di un segno accampato tra l’eternità che precede e seguirà. Tutto si condensa nel lucore d’un passaggio umano strappato a un golfo d’ombra, di quello che nella luce che sfianca e consuma, che brucia con l’insistenza, sopravvive nell’intemporaneo, oltre il grembo della stagioni.”
Testo di Fausto Lorenzi


